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L’olivicoltura pugliese a dura prova con i cambiamenti climatici


Un’altra settimana tragica per l’agricoltura pugliese, colpita da bombe d’acqua e violente grandinate, con chicchi record per dimensioni e peso.

Sono in corso ricognizioni per valutare l’entità dei danni al settore olivicolo, già severamente provato dalle gelate di febbraio che hanno gravemente compromesso lo stato vegetativo di milioni di ulivi in tutta Italia e provocato danni stimati intorno ai 120 milioni di euro.  Nel leccese, interi comprensori colpiti da fortissime grandinate con tremendi acquazzoni, dove l’acqua nei campi ha raggiunto un metro di altezza.

Un fenomeno inatteso in questo periodo. La Puglia è la regione che garantisce circa il 50% della produzione olivicola, è facile quindi intuire quali conseguenze possano avere questi eventi atmosferici su un territorio peraltro già martoriato dalla Xylella. Gli agricoltori purtroppo sono quelli che pagano il prezzo più alto per la tropicalizzazione del clima e per i cambiamenti climatici che provocano l’alternarsi di eccezionali ondate di caldo e siccità a violentissime precipitazioni.

In Puglia a giugno 2018 è piovuto 10 volte in più rispetto a giugno 2017.

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